GUIDA ALLA MANOVRA

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GUIDA ALLA MANOVRA / 1. La prima di cinque puntate dedicate all’analisi delle misure per la ripresa.

Tasi, Imu e proroga dei bonus: ecco tutte le novità per la casa

Un taglio di 5 miliardi tra abolizioni, 50% e 65%, modifiche per i terreni

La cancellazione della Tasi e dell’Imu su quasi 20 milioni di abitazioni principali è il piatto forte del Ddl di Stabilità per il 2016 varato dal Governo. Ma nel capitolo dedicato agli immobili ci sono anche la proroga dei bonus edilizi, lo sgravio dall’Imu per i terreni dei coltivatori diretti e la possibilità di “escludere” gli impianti fissi dal calcolo della rendita degli edifici produttivi.
Dell’Oste, Finizio, Mazzei

ABITAZIONI, TERRENI E IMPIANTI FISSI: DAL 2016 SI CAMBIA

Nel menu della legge di Stabilità trova spazio anche la proroga delle detrazioni sui lavori

Il capitolo dedicato alla casa è uno dei più importanti nella legge di Stabilità per il 2016. La cancellazione della Tasi e dell’Imu su oltre 19 milioni di abitazioni principali è il punto forte dell’impianto di politica fiscale disegnato dal Governo, atteso all’approvazione da parte del Parlamento nelle prossime settimane.
Insieme al prelievo per i proprietari, verrà cancellata anche la quota della Tasi a carico degli inquilini che hanno preso in affitto la propria abitazione principale. Una quota, peraltro, che oggi va pagata solo in un Comune su due – quelli in cui la delibera locale applica la Tasi anche alle locazioni – e che ha creato molte complicazioni per cifre tutto sommato modeste: per avere un’idea, su una casa con una rendita catastale di 450 euro, anche con la Tasi al massimo una quota del 15% equivale a 28 euro annui. Molto più ricco, in rapporto, lo sgravio fiscale per chi vive in prime case di pregio: per un’abitazione accatastata in A/1 con una rendita di 3.022 euro - pari alla media nazionale - l’eliminazione dell’Imu può valere più di 1.800 euro. Anche se, va detto, queste abitazioni sono pochissime - poco più di 70mila - e spesso il catasto non riflette la reale qualità dello stabile.
Il ddl di Stabilità, almeno per ora, non ripropone la super-Tasi, cioè la possibilità di portare fino all’11,4 per mille la somma di Imu e Tasi sugli immobili diversi dalla prima casa, ma andrà monitorato l’iter parlamentare.
Tra le pagine della manovra, però, non c’è solo la tassazione della casa. Guadagnano 12 mesi in più tutti i bonus edilizi, dalle ristrutturazioni al risparmio energetico ai mobili. Una scelta dettata dal successo di questi strumenti, che oltre a regalare un minimo di risparmio fiscale hanno dato una mano a un settore tra i più colpiti dalla crisi.
Secondo il Cresme, dal 1998 al 2015 si stima che ammontino a quasi 178 miliardi gli investimenti attivati dagli incentivi, ai quali corrispondono oltre un milione e 300mila pratiche edilizie. Un volume notevole, che avrebbe permesso di occupare circa 233mila lavoratori all’anno, contando anche gli occupati generati dall’ecobonus. Agevolazione, quest’ultima, che dal 2007 al 2014 ha raccolto più di due milioni di richieste di detrazioni, per più di due terzi del totale riferibili alla sostituzione delle finestre.
Al di là del residenziale, la legge di Stabilità si propone di alleggerire la tassazione dei terreni agricoli, tornando ai criteri della circolare 9/1993 e facendo tabula rasa di quelli introdotti meno di un anno fa. Per i proprietari di immobili produttivi contenenti impianti fissi (“imbullonati”) invece, la data da tenere presente è il 15 giugno dell’anno prossimo, scadenza per presentare gli atti di aggiornamento catastale e ridurre così la base imponibile (e le tasse) con effetto già dal 1° gennaio 2016.
Tra le imposte abolite ce n’è anche una che non ha mai visto la luce: l’Imu secondaria, eredità della stagione del federalismo fiscale, destinata a sostituire i tributi e canoni locali sull’occupazione degli spazi pubblici e le affissioni. Dopo due rinvii, avrebbe dovuto scattare dal 2016. Non lo farà.

ABITAZIONE PRINCIPALE

Via Imu e Tasi su 19 milioni di prime case (anche di lusso)

Dal 2016 vengono cancellate la Tasi e l’Imu sulle case utilizzate dal proprietario come abitazione principale. La cancellazione riguarda anche gli immobili classificati nelle categorie catastali A/1 (dimore signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio).
La definizione
Il disegno di legge di Stabilità mantiene inalterata la definizione di abitazione principale contenuta nel decreto salva-Italia (articolo 13, Dl 201/2011): è l’immobile nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Se i componenti del nucleo familiare risiedono in case diverse nel territorio dello stesso Comune, solo una può avere l’esenzione; se sono in Comuni diversi, invece, sono entrambe agevolate.
La casa deve essere iscritta o iscrivibile in catasto come in unica unità immobiliare: di conseguenza, chi occupa due appartamenti, per esentarli entrambi deve fonderli o farli risultare come «unità unite in via di fatto» sotto il profilo catastale.
Le pertinenze
Insieme alla casa sono esentate anche le pertinenze, con i limiti previsti fin dal 2012. Possono essere considerati solo i box auto (categoria catastale C/6), le tettoie (C/7) e i magazzini, locali di sgombero e cantine (C/2), ma «nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate», e con l’obbligo di considerare anche le unità iscritte in catasto insieme alla casa.
La conseguenza è che il secondo box auto pagherà l’Imu per la tipologia «altri fabbricati», ed eventualmente la Tasi se prevista dal Comune. Lo stesso vale per le case che hanno soffitta e cantina (entrambe iscritte in C/2).

Ristrutturazioni edilizie, il beneficio rimane al 50%

Resta al 50% per tutto il 2016 lo sconto per i lavori di ristrutturazione edilizia. Scongiurata la riduzione al 36% a partire dal 1° gennaio prossimo. Il disegno della di Stabilità ha prorogato al 31 dicembre 2016 lo sconto al 50% rinviando (a meno di ulteriori proroghe) il calo al 36% al 1° gennaio 2017.
Come per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, anche per i lavori edili, la modifica riguarda solo le scadenze e non le opere ammesse al beneficio, né il limite di spesa che rimane a 96mila euro.
Gli interventi detraibili sono quelli di manutenzione straordinaria o superiori. I lavori di manutenzione ordinaria sono invece ammessi solo se riguardano le parti comuni dei condomini.
La detrazione deve essere divisa in dieci rate annuali.
I pagamenti vanno sempre effettuati con un bonifico bancario o postale che contenga la causale del versamento (norma di legge), il codice fiscale di chi beneficia della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva dell’impresa.

L’IMPOSTA PER L’OCCUPANTE

Azzerata la «quota inquilino» sulle abitazioni principali

Va in soffitta la norma che aveva introdotto la quota della Tasi a carico degli «occupanti», almeno per le case destinate ad abitazione principale, complicando la vita a milioni di inquilini in affitto per cifre bassissime.
In base alla legge di Stabilità di due anni fa (comma 639, della legge 147/2013), il tributo per i servizi indivisibili dev’essere pagato dall’utilizzatore - cioè dall’inquilino, ma anche dal comodatario che vi abita a titolo gratuito - nella misura stabilita dal Comune tra il 10 e il 30% del totale. La restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare e, nel caso in cui il regolamento comunale ometta di indicare la quota, l’utilizzatore dovrà pagare il 10 per cento.
Dal 2016 questa quota sarà azzerata, se l’unità immobiliare viene destinata ad abitazione principale dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare.
Nulla cambia per il possessore dell’immobile, che pagherà l’Imu ed eventualmente la Tasi sulla casa (nella misura del 90%, nel silenzio del Comune). Lo stesso accade per gli altri occupanti, ad esempio i titolari di leasing o gli inquilini di seconde case o locali commerciali: per loro la «quota occupante» rimane.

Ristrutturazioni edilizie, il beneficio rimane al 50%

Resta al 50% per tutto il 2016 lo sconto per i lavori di ristrutturazione edilizia. Scongiurata la riduzione al 36% a partire dal 1° gennaio prossimo. Il disegno della di Stabilità ha prorogato al 31 dicembre 2016 lo sconto al 50% rinviando (a meno di ulteriori proroghe) il calo al 36% al 1° gennaio 2017.
Come per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, anche per i lavori edili, la modifica riguarda solo le scadenze e non le opere ammesse al beneficio, né il limite di spesa che rimane a 96mila euro.
Gli interventi detraibili sono quelli di manutenzione straordinaria o superiori. I lavori di manutenzione ordinaria sono invece ammessi solo se riguardano le parti comuni dei condomini.
La detrazione deve essere divisa in dieci rate annuali.
I pagamenti vanno sempre effettuati con un bonifico bancario o postale che contenga la causale del versamento (norma di legge), il codice fiscale di chi beneficia della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva dell’impresa.

BONUS MOBILI

Lo sconto sugli arredi guadagna altri 12 mesi

Verrà prorogata di un anno la detrazione dall’Irpef del 50% delle spese mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare una casa ristrutturata per la quale il proprietario ha il bonus del 50 per cento. Lo sconto, dunque, sarà applicabile agli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2016.
Criteri invariati
Confermati il tetto massimo di spesa a 10mila euro e le dieci rate annuali per il rimborso. Continueranno a essere detraibili le spese per gli arredi associate a lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, lavori di ristrutturazione edilizia ed eliminazione delle barriere architettoniche.
Rientrano tra i mobili agevolabili letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione.
Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, pavimentazioni (ad esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo. Nell’importo detraibile possono essere considerate anche le spese di trasporto e montaggio, purché siano state pagate con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico “tracciabile” come quello per le ristrutturazione, ma anche carte di credito o bancomat).
Gli under 35
Resta ancora da vedere se nella fase di esame e approvazione della legge di Stabilità il Parlamento formalizzerà l’estensione del bonus mobili a tutte le famiglie under 35, svincolandolo dalla ristrutturazione dell’immobile, chiesta più volte dalle associazioni di settore.


Pagine a cura di
Cristiano Dell’Oste
Michela Finizio
Bianca Lucia Mazzei

(IL SOLE 24 ORE - Lunedì 19/10/2015)

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