Tassi mutui 2012, perché ora conviene il variabile

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La Banca Centrale Europea ha appena dato seguito all’atteso taglio dei tassi di interesse di riferimento, condotti su un livello storico record. Ma siamo sicuri che questa nuova riduzione del benchmark possa generare un sollievo nelle tasche dei nuovi mutuatari? In altri termini, quanto costa e quanto costerà richiedere un mutuo o un prestito personale?

La domanda che ci facciamo, come evidente, è ben comune a tutti coloro che stanno per comprare casa, ristrutturare una proprietà immobiliare o, più generalmente, per effettuare un investimento che necessità di un supporto creditizio da parte di un istituto di credito.

Per cercare di rispondere dobbiamo innanzitutto chiarire che indebitarsi a tasso di interesse fisso è completamente diverso dal farlo a tasso di interesse variabile. La motivazione è semplice: chi sceglie di indebitarsi a tasso di interesse fisso riesce, oggi, a congelare il costo dell’operazione per i successivi 20 o 30 anni. Chi invece si indebita a tasso di interesse variabile, si espone alle oscillazioni dei tassi di interesse di riferimento dei mercati finanziari.

E qui viene il bello (o il brutto, a seconda delle posizioni): chi infatti si è indebitato a tasso di interesse fisso, lo ha fatto a un costo che è piuttosto salato. La colpa non è tanto dei parametri assunti come riferimento, quanto anche e soprattutto dello spread, cioè la maggiorazione imposta dalle banche come remunerazione per il capitale impiegato nella transazione. Chi si è remunerato a tasso variabile, di contro, ha risparmiato sicuramente un bel pò di denaro, ma si espone al gravissimo rischio di andare verso un lungo periodo di rincari, visto e considerato che difficilmente i parametri di riferimento (Euribor, tasso BCE) riusciranno a mantenersi ancora per molto su tali posizioni di ribasso.

Ne consegue che tutti i mutuatari sono dinanzi a un bivio: pagare un pò di più, e per sempre, oppure pagare un pò di meno, ma esporsi al rischio di pagare molto di più in futuro. Fortunatamente, le soluzioni a disposizione del mutuatario non mancano di certo: surroga e rinegoziazione delle condizioni economiche dell’operazione sono a portata di mano (o quasi).

Si noti altresì che, secondo una buona parte degli analisti, il periodo positivo dei tassi di interesse variabili dovrebbe poter continuare: in altri termini, ora converrebbe indebitarsi a tasso variabile. La ragione – per quanto non sia garanzia di validità futura – sta nel fatto che i tassi Euribor quotano più bassi del riferimento BCE: uno scenario che potrebbe essere anticipatore delle prossime mosse della Banca Centrale. In altre parole ancora, i mercati finanziari si starebbero attendendo nuove decisioni al ribasso da parte dell’istituto monetario, con possibile prolungamento del trend al ribasso nei valori di riferimento dell’indicizzazione.

Ad ogni modo, a fare qualche preventivo sulla richiesta di un mutuo trentennale, dal valore di 100 mila euro, utile per acquistare un immobile dal valore di 200 mila euro, ci ha pensato La Repubblica, scoprendo che a tasso fisso i mutui più convenienti sono quelli di Bipiemme, Cariparma e Webank, e che a tasso variabile il risparmio è di casa ancora in Cariparma e Webank.

Ma quanto costa avere un mutuo oggi, in più ripsetto a un anno fa? E’ ancora La Repubblica a pubblicare questa interessante tabella:

(fonte www.vostrisoldi.net)

 

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